”Rosalia -The Experience’. Tre giorni al Santuario di Santa Rosalia

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http://palermo.spazioblog.it/2014/05/20/rosalia-the-experience-tre-giorni-al-santuario-di-santa-rosalia/
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di Simonetta Trovato

 

 

            

            

 

La Santa di tutti, di chi è nato a Palermo e di chi ha scelto questa città, di chi sta soffrendo la crisi e di chi si pone delle domande. Nel nome di Santa Rosalia si uniscono persone diverse per cultura, nascita e religione, la Santuzza è stata sempre un simbolo di condivisione non solo per la Chiesa. Anche la storia di Rosalia Sinibaldi è colma di riferimenti agiografici strettamente legati a luoghi diversi della Sicilia, il ritrovamento delle sue ossa e la liberazione della città dalla malattia assumono oggi un valore diverso: la peste dell’oggi, va di pari passo alla riscoperta dei valori, al di là di ogni e qualsiasi sintesi religiosa. Per questo motivo il Santuario di Santa Rosalia a Montepellegrino, retto da don Gaetano Ceravolo, sacerdote dell’Opera del Don Orione, è diventato simbolo interreligioso di condivisione. Nel triennio 2014-2016 ricorrono importanti anniversari legati alla patrona di Palermo: il Santuario vuole quindi promuovere una ”tre giorni” e un unico ”brand”, che abbia il suo centro in un luogo dove possano confluire senza barriere, esperienze diverse, culturali, didattiche, sociali.

 

Verranno ricordati per la prima volta tre avvenimenti importantissimi:

 

nel 1624, il 26 maggio, Girolama La Gattuta ha sul monte una duplice visione: in sogno le appare la Vergine Maria con Gesù Bambino in braccio e le dice di scavare nella grotta perché avrebbe trovato ”un tesoro, una Santa”. Girolama si sveglia, sta bene e si riaddormenta. Sempre in sogno vede in fondo alla grotta una giovane che prega in ginocchio vestita di sacco vecchio (arbaxio). (390° anniversario).

 

29 maggio, l’inizio degli scavi nella grotta a Montepellegrino.

 

9 giugno, la prima processione con le reliquie di santa Rosalia e il miracolo della guarigione pubblica delle persone infette e del blocco della peste (389° anniversario).

 

Il triennio di manifestazioni – nel 2015 cade il 390° anniversario della processione miracolosa che debellò la peste; nel 2016, quello dell’avvio della costruzione del santuario – sarà unito da un unico logo ad indicare un brand preciso e individuabile: tre rose di colori diverse racchiuse da uno scudo, condivisione di religioni, cultura e arte. Il brand ”Rosalia -The Experience” indicherà un unico luogo dove convivono esperienze culturali, didattiche, interreligiose. Il logo – ideato da Barbera & Partners – sarà apposto su gadget ed oggetti in vendita al Santuario, uno dei luoghi più visitati di Palermo.

 

Tre date simbolo che oggi, a distanza di 390 anni, diventano una linea continua lungo cui correranno una serie di manifestazioni, rievocazioni, incontri, una mostra didattica e infine, un incontro interconfessionale. Diversi artisti hanno offerto il loro contributo alle serate.

 

 

26 maggio, la rievocazione. Il programma delle manifestazioni si apre lunedì 26 maggio alle 17 con una breve rievocazione storica della visione di Girolama La Gattuta, e una preghiera di ringraziamento. Presenti il cardinale Paolo Romeo, il sindaco Leoluca Orlando, il presidente del Consiglio comunale Salvatore Orlando, i sindaci di Ciminna, Vito Catalano, Santo Stefano di Quisquina, Francesco Cacciatore e Bivona, Giovanni Panepinto, cittadine legate in tempi diversi alla vita della Santuzza. Sarà anche presentato il brand ”Rosalia – The Experience” e inaugurata un’esposizione di pannelli illustrativi dei documenti sul ritrovamento dei resti mortali di Santa Rosalia. Le trombe egiziane, i tamburi e gli sbandieratori ”Ibla Major” coroneranno festosamente l’incontro. Alle 20 la messa, alle 21 note nella santa grotta. A mezzanotte, la prima delle preghiere per Palermo che segneranno la fine di tutti e tre i giorni di manifestazione.  

 

29 maggio, la preghiera per lavo
ratori e disoccupati.  
Alle 9,30 la preghiera per i lavoratori e i disoccupati. Presenti gli alunni, gli insegnanti e il personale delle scuole di formazione professionale. Alle 18, racconti e curiosità sulla Santuzza e su Montepellegrino, a cura di Girolamo Mazzola, archivista del santuario. Presente l’assessore all’Ambiente Francesco Maria Raimondo che parlerà della  proposta, nel 1959, di George Evelyn Hutchinson, presidente dell’American Society of Naturalists, di indicare santa Rosalia come patrona degli studi di Biologia Evoluzionistica. L’indicazione era legata alla scoperta di alcuni rari microorganismi avvenuta nella pozza d’acqua all’interno della grotta della santa. Alle 20 messa per lavoratori, disoccupati e ricercatori. Alle 21 intrattenimento con Marcello Mordino, Sandy Di Natale, Stefania Blandeburgo, Supernova Sound.

 

9 giugno, un minuto di silenzio. Alle 18, la Messa; alle 19 a piazzale del ”Belvedere cardinale Pappalardo”, incontro interconfessionale tra i rappresentanti di varie religioni che intoneranno una  preghiera per la città, in nome del bene comune, per lo sviluppo e la crescita interiore. Presente l’assessore alla Partecipazione Giusto Catania che parlerà di una Palermo aperta alle diverse culture; interverranno Nadia Barbera e Gigi Mangia. Alle 21, un minuto di silenzio: città e santuario uniti nel desiderio di pace e amore, di un agire etico da parte di tutti, governanti e cittadini. Alle 21,30 ”Lights and aerial dances” di Josh Rizzuto e Marika Riggio – Collettivo di bottega;  ”U fistinu di Santa Rosalia” del cantastorie Antonio Tarantino, con Giorgia, Alessandro e Agostino Tarantino, concerto di Mari Salvato. A mezzanotte, preghiera di ringraziamento e canto del ”Te Deum Laudamus”.

 

 

*****

 

 

La storia di santa Rosalia

Santa Rosalia visse a Palermo tra il 1130 ed il 1170 (circa), sotto Guglielmo I detto il ”Malo”. Non si hanno notizie certe sulla sua famiglia ad eccezione della iscrizione scolpita in una grotta in cui lei stessa si dice figlia di Sinibaldi, signore della Quisquina e delle Rose, iscrizione rinvenuta nel 1624 da due muratori e da molti ritenuta falsa. Il Caetani, raccogliendo una tradizione orale, scrive che Rosalia giunse a Palermo come ancella della regina Margherita moglie di Gugliemo I. Molto probabilmente abitò in una casa dell’Olivella vicino alla prima chiesa che le venne dedicata. La legenda narra che la scelta dell’eremitaggio le fu richiesta da Cristo, apparsole dentro lo specchio mentre la giovane Rosalia si preparava alle nozze con il nobile Baldovino, a cui era stata promessa dal re. Molto probabilmente Rosalia  fu monaca basiliana (così la raffigura un’antica pala d’altare del XIII secolo). Un primo periodo da eremita lo passò nel bosco di Palazzo Adriano, poi si trasferì sulle montagne di Bivona a Santo Stefano di Quisquina, infine a Montepellegrino, vicino all’ex altare punico, dove morì il 4 settembre 1170.

 

Santa Rosalia – Ritrovamento delle ossa e fine della peste

 

A metà ottobre Girolama La Gattuta è in fin di vita all’Ospedale Grande di Palermo: una giovane monaca la aiuta e le rivolge l’invito a salire a Montepellegrino ”per ringraziare”. Girolama guarisce ma dimentica il voto. 7 maggio 1624. Scoppia la peste a Palermo, all’attracco di un vascello di prigionieri proveniente dal nord Africa. Il 26 maggio 1624, giorno di Pentecoste, la ”duplice visione”. Girolama La Gattuta, che nel frattempo era stata colpita da febbre malarica (quartana),  sale sul Montepellegrino con altre due donne per sciogliere il voto. Beve l’acqua che gocciolava dalla roccia, viene invasa da un senso di benessere e si ritrova guarita. Stanca, si addormenta nella grotta e le appare in sogno la Vergine Maria col bambino che le indica il luogo dove scavare per trovare le ossa della santa. Sempre in sogno vede in fondo alla grotta una giovane che prega in ginocchio vestita di sacco vecchio (arbaxio

 Il 29 maggio iniziano gli scavi. Il 15 luglio vengono ritrovate ossa umane ricoperte da concrezioni calcaree (”impetrate e incalcarate”). Il Cardinale Giannettino Doria nomina una commissione di teologi perché si pronuncino sul ritrovamento delle ossa che nel frattempo erano state portate da lui in una cassa di legno. Il 4 febbraio 1625 il saponaro Vincenzo Bonelli, dopo aver perso la giovane moglie per la peste, decide di suicidarsi da Montepellegrino. Gli appare Santa Rosalia che lo ferma, lo conduce verso la grotta e gli raccomanda di riferire all’arcivescovo Doria che le ossa trovate l’anno prima sono veramente sue e che deve  farle portare in processione per la città. La peste sarebbe passata al momento del canto del ”Te Deum laudamus” (così come la Madonna aveva promesso a Rosalia). Il saponaro,  colpito dal contagio, così come gli aveva predetto la Santa, in punto di morte, racconta la sua visione al confessore e a due frati, che riferiscono all’arcivescovo. 11 febbraio 1625. Il Cardinale Doria colpito dal racconto del Bonelli riconvoca la commissione dei teologi e dei medici. Il 18 febbraio si scopre che tra i reperti vi è un corpo ”ingastato in densa pietra” certamente di una giovane donna. Viene dichiarata l’autenticità delle ossa come reliquie di S. Rosalia. Manca pero la testa che sarà ritrovata di lì a poco in uno dei tre blocchi di pietra calcarea nei pressi (dei due rimasti, uno conteneva una ciotola di terracotta e un altro, una pietra ricoperta di rocce e calcare).

9  giugno 1625. Le reliquie in una cassa d’argento vengono portate in processione: al  canto  del  ”Te  Deum  Laudamus”, avvengono  pubbliche  guarigioni e la  peste  si  blocca.

 ”U FISTINU”

Dalla miracolosa processione del 9 giugno del 1625 i palermitani, ogni anno, ricordano l’evento con una sfarzosa festa, ”U Fistinu” che inizia il 10 luglio e dura 5 giorni. E’ la festa che, come scrive il Villabianca, ”il popolo considera appannaggio tutto suo: tempo/spazio sacro del suo parlare con la Santa”. Il festino termina il 15 con la solenne processione delle reliquie tra due ali di folla.

La salita a Montepellegrino

Tra il 1638 e il 1650 fu costruita la Scala Vecchia che andava ad integrare un varco molto ripido, documentato già sin dal Medioevo. L’attuale Scala Nuova, monumentale, fu invece fatta costruire fra il XVII e il XVIII secolo dal Senato di Palermo dopo la scoperta delle reliquie di S. Rosalia. Solo in questo modo può accedere alla grotta un numero maggiore di pellegrini, a cui non bastano più i due muli messi a disposizione dal Senato per aiutare nella salita le persone meno abili. Ecco quindi nascere la sequenza delle 34 rampe, in perfetto equilibrio con il paesaggio naturale. La prima rampa (Scala Lunga) va dalla piazza del Campo, in località Piede della Scala, e parte da un terrapieno proiettandosi poi sui primi otto archi. La seconda rampa poggia sui nove archi successivi, la terza ancora su dieci e la quarta su altri cinque, le successive ultime due rampe sono scavate nella roccia. La costruzione, iniziata nel 1674, fu inaugurata il 13 maggio 1725. Diversa la storia di via Pietro Bonanno: tra il 1863 e 1864, l’ingegnere mandamentale Damiani Almeyda effettua un rilievo topografico dalla piazza delle falde fino all’Acquasanta: è l’inizio del progetto di massima della strada carrabile. I lavori iniziano nel 1903, prosindaco Pietro Bonanno, direzione di Almeyda fino alla sua morte, nel gennaio del 1911, quando la direzione dei lavori viene assegnata all’ingegnere Carlo De Stefani. Sarà quest’ultimo ad inaugurare la strada, presente Benito Mussolini, nella primavera del 1924 in occasione del terzo centenario del rinvenimento delle reliquie di Santa Rosalia. Verrà aperta al pubblico il 10 luglio successivo per le celebrazioni in onore della Santuzza. 12 tornanti, a tratti  lastricati in sampietrini di porfido, per circa 9 km della distanza fra le falde della montagna e la piazza davanti al Santuario.

Note tratte dai testi di Girolamo Mazzola, già archivista presso la Biblioteca Comunale di Palermo,

e archivista al Santuario di S. Rosalia.


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