‘La spartenza’ di Tommaso Bordonaro: alla libreria Feltrinelli di Palermo

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http://palermo.spazioblog.it/2013/10/02/la-spartenza-di-tommaso-bordonaro-alla-libreria-feltrinelli-di-palermo/
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di Palermo & Co.

 

 

Mercoledì 2 ottobre, alle ore 18:30, alla libreria Feltrinelli di Palermo (via Cavour, 133) sarà presentato La spartenza, il libro che racchiude le memorie di Tommaso Bordonaro, contadino palermitano nato nei primi anni del ‘900 che, avvalendosi di un italiano ingenuo ed essenziale, affida alle carte il racconto della sua vita, dall’adolescenza all’età matura, soffermandosi sulla dolorosa esperienza dell’emigrazione  verso gli Stati Uniti. Alla presentazione interverranno il curatore Santo Lombino e Marcella Croce.

 

Edito per la prima volta da Einaudi nel 1991 a seguito della vittoria del Premio Pieve Santo Stefano, il testo, ormai fuori catalogo da molti anni, è stato riproposto dalla casa editrice indipendente Navarra Editore all’interno di Memorie dal sottosuolo, collana nata con lo scopo di ridare nuova vita a libri che, pur essendo stati pubblicati in tempi e contesti dissimili dagli odierni, presentano contenuti, storie e temi tali da renderli adatti ad aprire un dialogo con la contemporaneità.

 

Una nuova prefazione di Goffredo Fofi, un’inedita nota del curatore, Santo Lombino, un glossario realizzato da Gianfranco Folena per facilitare la comprensione linguistica del testo, un’intervista rilasciata dall’autore a Santo Lombino nel 1995, e un’appendice fotografica tratta dall’archivio Millestorie,  impreziosiscono questa nuova edizione, offrendo una nuova veste ad un testo che alla sua prima uscita aveva attirato su di sé l’attenzione della critica e l’interesse di intellettuali del calibro di Natalia Ginzuburg, autrice della prefazione dell’edizione di Einaudi.

 

Testimonianza storica depositaria di una memoria collettiva, l’autobiografia di Tommaso Bordonaro  affronta ”una prima persona come altri e tanti hanno fatto prima di lui, ma il cui risultato non è un documento di storia orale, un’intervista trascritta o registrata, bensì un’opera letteraria vera e propria”, sottolinea nella prefazione Goffredo Fofi, che più avanti si sofferma anche sulle caratteristiche linguistiche dell’opera, su ”quest’italiano essenziale che va subito al sodo, e che è quello delle antiche cronache perché il tempo passa lentamente per i senza-storia, ma che è nutrito di dialetto e di slang, di siciliano di italiano di inglese, o meglio, di americano”.

 

”Portava con sé tre quaderni in cui aveva messo per iscritto i suoi quasi ottanta anni di vita. Me li consegnò un pomeriggio di agosto, comunicandomi il suo desiderio di dare alle stampe il manoscritto, che aveva intitolato La storia della mia vita da quando io rigordo ch’ero un bambino. Con grafia incerta l’emigrato siciliano raccontava l’intero arco della sua vita […].”, scrive il curatore Santo Lombino a proposito del suo primo incontro con l’autore, osservando inoltre che ”a più di vent’anni dalla pubblicazione, la memoria autobiografica di Bordonaro rappresenta ormai un documento della storia linguistica italiana, un ‘classico’ dell’italiano popolare regionale”.

 

”Riportare alla luce La spartenza di Bordonaro, disseppellire questo capolavoro della diaristica popolare, oltre ad essere un innegabile motivo di orgoglio è stata per noi un’esperienza eccezionalmente emozionante”, racconta entusiasta l’editore Ottavio Navarra, ”La vicenda di Bordonaro è la storia straziante dei nostri nonni, dei nostri zii, di tutti coloro che decisero di abbandonare gli affetti e la terra natale non solo, banalmente, per fare fortuna, ma per evitare ai propri figli il giogo insopportabile degli stenti e della miseria cui essi stessi erano stati sottoposti.

Ma è anche, per riflesso, la storia dei migranti di oggi che arrivano a migliaia in Italia e in Europa, a rischio della vita, in cerca anche loro – come gli italiani di una volta – di una vita degna di essere vissuta, fuori dalla miseria e dalle guerre. Ed è proprio la forte attualità dei temi sollevati dalla memoria di Bordonaro che ci ha spinto a ripubblicare l’opera: perché la riflessione sull’esperienza migratoria degli italiani nel passato può essere un forte stimolo alla riflessione di tutti sull’attuale fenomeno migratorio che ci vede paese d’arrivo.”

 

Valentina Ricciardo

Comunicazione e Ufficio Stampa

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