‘Bocca di Rosa’ di Maria Buono: oggi la presentazione all’Hotel Florio Opera

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http://palermo.spazioblog.it/2013/02/13/bocca-di-rosa-di-maria-buono-oggi-la-presentazione-allhotel-florio-opera/
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Oggi 13 febbraio all’Hotel Florio Opera di Via Mariano Stabile 136 a Palermo alle ore 17,00 ci sarà la presentazione del libro di Mariella BuonoBocca di Rosa‘ E’ la storia di Adeela, una bambina araba di sei anni, caratterizzata fin dalla nascita da un segno sulle labbra che la rendeva unica. Adeela era nata con una escrescenza su tutte le quattro angolature delle labbra, che le impediva di trattenere la saliva e ogni volta che parlava le fuoriusciva, ma la cosa che sorprendeva e la rendeva unica, era che le quattro escrescenze quando si chiudevano prendevano la forma di una rosa.

 

Era una malattia rara e pochi al mondo ne erano affetti. Le vere protagoniste del libro sono due: Adeela e la madre Manira, ma sullo sfondo ergono figure non meno forti, dall’apparenza diverse ma in realtà appartenenti a due grandi categorie: i puri e i malvagi, l’eterna lotta tra il bene e il male. Manira è la voce di tutte quelle donne che ancora oggi vengono sacrificate sull’altare delle tradizioni, dell’ignoranza e della prepotenza. L’essere madre, moglie e donna mentre percorre un sentiero tortuoso di violenze fisiche, psicologiche è per lei come combattere contro i mulini al vento.

Ma la forza di una madre va ben al di là della realtà e le lacrime versate per la figlia rapita diventano zaffiri pesati sulla bilancia dell’amore. Il coraggio che Manira acquista dopo il rapimento della figlia Adeela e l’aborto del terzo figlio che portava in grembo, le fa aumentare il bisogno di lottare per il rispetto e la dignità di donna negato e violato dalla sua cultura obsoleta. Nella vita c’è chi ha potere e virtù. Manira non ha potere ma è l’emblema di una forza e di un amore che rende capaci di superare gli ostacoli più perigliosi, di raggiungere obiettivi più impossibili e irraggiungibili.

 

Nel corso delle sue disperate vicissitudini nasce l’amore per il dott. Alberto Selleri, un medico in vacanza a Damasco e benefattore di Manira nel momento dell’ aborto, causato dal dolore per il rapimento della figlia. Il dott. Selleri rimane folgorato dalla bellezza di Manira, e resta colpito dalle ingiustizie e violenze subite dalla donna. Adeela la bambina, è stata rapita da un’organizzazione criminale di Al-Qaeda, ed è caduta in una fitta ragnatela della pedofilia che mette d’accordo persone malvagie anche diverse per colore della pelle, religione, posizione sociale, ma uniti da scopi vili e favorita da un ambiente politico-imprenditoriale troppo spesso ”contaminato” dalla stessa criminalità se non addirittura ben rappresentato attraverso mafiosi che vestono i panni di esponenti politici o di uomini d’affari.

 

L’organizzazione internazionale tesse il suo traffico illecito che semina vittime innocenti, violenze, su chi è più debole, interseca legami anche con luoghi apparentemente sacri chiamati la casa di Dio, ma che in realtà nascondono verità orrende , praticando riti di sette illecite con sacrifici umani.
La sola colpa di Adeela è quella di essere la figlia di Aasim un criminale terrorista kamikaze, fedele musulmano, ricercatore per lo Stato ma appartenente e sostenitore di Al- Qaeda.

 

La piccola bambina araba viene violata nel corpo e nello spirito, ma il coraggio di sua madre l’avrebbe accompagnata nella vita, lottando affinché i diritti umani vengano rispettati e per dire al mondo intero che mai più avrebbe permesso che ciò accadesse a nessuna donna, a nessuna madre, a nessuna bambina. Un filo simbolico lega le pagine di questo romanzo, è il filo della speranza che si fa strada con un legame più forte della malvagità, è quel sentimento di amore, solidarietà e bontà, che unisce le persone oneste affinché il bene trionfi.

Parteciperanno al dibattito:
Maria Buono scrittice
Dott. Vincenzo Falletta
Dott.ssa Marika Caprera Associazione ‘MammaAfricaOnlus’
Dott. Antonio Fiandaca
Moderatrice: Dott.ssa Margherita Cipriano

 


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