La replica di ‘Addiopizzo’ a Diego Cammarata

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di Loredana Mannina
                                                                                                

                                                                                                

Dopo la manifestazione di ‘Addiopizzo‘, presso la Facoltà di Giurisprudenza di Palermo, organizzata dal comitato per accogliere simbolicamente le adesioni dei cinque candidati a Sindaco e finalizzate ad una serie di iniziative anti-racket, il comitato risponde al messaggio che il sindaco uscente Diego Cammarata ha inviato in occasione della sua assenza. Tra i candidati presenti Leoluca Orlando, Giovan Battista Zappardi, Andrea Piraino e Massimo Costa, mentre la sedia destinata al Sindaco Diego Cammarata è rimasta vuota ‘per impegni presi da tempo’. Il Sindaco ha comunque ribadito il suo appoggio all’iniziativa dell’associazione, meritevole quest’ultima di lode e pieno consenso dalla città tutta.
Riportiamo la lettera di ‘Addiopizzo’ al Sindaco:
‘Chiamati in causa come quasi mai ci capita di essere, ci scusiamo per la nostra invadenza mediatica di questi giorni, ma teniamo a precisare alcune cose. Ribadiamo il nostro rammarico, già espresso in occasione dell’incontro con i candidati sindaco, sulla mancata sottoscrizione da parte di Diego Cammarata, in un momento pubblico, della proposta avanzata dal comitato. Precisiamo di non aver avuto da parte del comune di Palermo alcun patrocinio per la realizzazione della manifestazione del 5 maggio a piazza Magione. In merito ai rilievi ”tecnici” avanzati dal sindaco uscente, nonché nuovamente candidato – rilasciate venerdì alle agenzie di stampa e pubblicate ieri dai giornali –, il Comitato Addiopizzo sottolinea l’inesattezza delle considerazioni mosse dal primo cittadino.Nello specifico, è opportuno far notare che nessuna clausola prevede ”l’esclusione delle imprese che non sottoscrivano un’auto-dichiarazione di non pagare il pizzo”. La proposta presentata venerdì dal Comitato richiede, invece, la presentazione da parte delle ditte partecipanti a pubbliche gare, di un’auto-dichiarazione che permetta all’amministrazione comunale di sapere se siano mai state vittime di estorsioni e, nel caso positivo, se abbiano denunciato oppure no. Aver pagato il pizzo senza denuncia, non è, quindi, causa di esclusione dalla gara. Tale esclusione è prevista solo nel caso di falsa, incompleta o mancata dichiarazione da parte degli imprenditori. Altra cosa è l’inserimento nei contratti, stipulati tra imprese e Comune, di clausole risolutive per le ipotesi di condanna per favoreggiamento e mancata denuncia da parte della ditta. Nel rispetto del principio della libertà di determinazione del contenuto dei contratti, queste clausole sono, infatti, del tutto legittime. Alla luce di quanto esposto ci aspettiamo che il candidato sindaco Diego Cammarata ci faccia pervenire il documento firmato e, in caso contrario, la riterremo una mancanza di volontà politica ad assumere un impegno vincolante di fronte alla cittadinanza.’

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