Giornata della Memoria 2007

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http://palermo.spazioblog.it/2007/01/25/giornata-della-memoria-2007/
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di Claudio Sutera

 

Com’è noto, la legge n. 211 del 20-7-2000 ha istituito il ”Giorno della Memoria” in ricordo della Shoah e dei deportati italiani nei campi nazisti, fissandone la commemorazione il giorno 27 gennaio di ogni anno. Tale legge ha sancito l’esigenza -profondamente sentita da ogni essere umano, a qualsivoglia ideologia egli possa aderire- di commemorare il più tragico avvenimento registrato dalla storia, in modo da tenerne vivo il ricordo evitando che il vento dell’oblio possa cancellare quell’immane tragedia dalla memoria collettiva. Questa celebrazione, oggi ancora molto sentita nel nostro Paese, potrebbe però rischiare di perdere d’impeto a causa della ricorrenza della ricordanza e delle sue modalità di rappresentazione; un giorno si potrebbe così arrivare a non fremere più di pietà e di sdegno con la stessa intensità dei primi tempi, di fronte alle scene di orrore diffuse dai mass media, la qualcosa potrebbe costituire il preludio all’indifferenza. L’indifferenza è certamente il più fertile terreno di coltura del cancro del relativismo e del negazionismo. Per evitare tale pericolo, ho ritenuto necessario acquisire la conoscenza più profonda dei fatti che scatenarono la tragedia: solo l’acquisizione profonda, culturale e non soltanto emotiva, delle sue cause determinanti potrà eternare in noi la posizione di rifiuto assoluto dell’aberrante ideologia che la concepì e la concretizzò. Coerentemente con suddetto nostro convincimento abbiamo ritenuto opportuno invitare la professoressa Rita Calabrese, docente di Lingua e Letteratura tedesca dell’Università di Palermo, la quale ha gentilmente aderito all’invito -e perciò la ringrazio caldamente a nome di tutti noi- ed ha svolto il seguente tema:”Ebrei tedeschi, dal dialogo allo sterminio”. Un percorso che da Moses Mendelssohn, dalla sua amicizia con il filosofo tedesco Lessing e dai rapporti tra religione e potere si è mossa fino a toccare l’apice della produzione culturale scaturito dall’integrazione tra ebrei e tedeschi, per poi cadere nella inconcepibile barbarie della soluzione finale. La serata ha visto una buona partecipazione di pubblico, a riprova dell’interesse che questi temi suscitano nei giovani. Questa serata ribadisce inoltre, a mio parere, il ruolo che un’associazione come il Rotaract, che nasce come progetto del Rotary International, può svolgere per promuovere i valori della conoscenza, della cultura e dell’integrazione tra i popoli.

                                      Prof. Rita Calabrese e Claudio Sutera


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